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I Rhodesian ridgeback e i bambini

 

Il binomio cane/bambino può diventare formidabile, educativo e sicuramente molto più istruttivo di tanti giochi che in realtà non hanno proprio nulla del fascino di una bella leccata in viso.rhodesian ridgeback bambini

Un animale domestico potrebbe avere grandi benefici sullo sviluppo del bambino, affiancare la vita di un bambino a quella di un cane la renderà senz’altro più divertente e brillante, renderà vivo il suo spirito e gli permetterà di sviluppare e concepire una serie di valori che purtroppo, oggi, vanno ormai scomparendo.

Il rhodesian ridgeback  e’ un cane che si attacca enormemente ai bambini di casa e lo diciamo per esperienza propria, ma considerando la mole di un rhodesian ridgeback, occorre una certa attenzione se i bambini di casa sono particolarmente piccoli, per tanto e’ buona regola non lasciarli da soli e tenerli sempre sotto controllo, il cane potrebbe farli cadere non intenzionalmente o ferirli semplicemente giocando.rhodesian ridgeback e i bambini

 

Un cane può essere un compagno di giochi e di avventure incredibili, oltre ad essere un ottimo insegnante di vita, infatti diversi studi hanno dimostrato che i bambini che hanno animali domestici hanno un’intelligenza emotiva (IE) più sviluppata. L’intelligenza emotiva è la capacità di comprendere, gestire ed esprimere in modo efficace i propri sentimenti e interpretare quelli delle altre persone ed è considerata una chiave determinante per una migliore e più ricca qualità della vita.

rhodesian ridgeback

A differenza del quoziente d’intelligenza (QI), che la maggior parte degli esperti considera immutabile, l’intelligenza emotiva può migliorare nel tempo con la pratica e gli animali possono aiutare i bambini a farlo. Ecco i benefici che gli amici a quattro zampe possono avere sui bambini.

1. Compassione

I bambini che hanno un animale in casa imparano, fin dalla tenera età, a prendersi cura e a nutrire un’altra creatura, osservando inizialmente i genitori e immagazzinando le informazioni che saranno poi sfruttate in ogni interazione con un animale. Numerosi studi hanno inoltre dimostrato che i bambini che vivono con animali hanno una maggiore empatia e più compassione nei confronti degli altri animali e degli esseri umani.

2. Autostima

Prendersi cura di un animale comporta necessariamente delle responsabilità, queste infondono nel bambino un senso di realizzazione e lo aiutano a sentirsi indipendente e competente. Nienke Endenburg e Ben Baarda, autori del libro The Waltham Book of Human–Animal Interaction, riportano un esperimento nel quale i bambini con bassa autostima hanno mostrato grandi progressi dopo aver avuto un animale nella propria classe per nove mesi.allevamento rhodesian ridgeback

3. Sviluppo cognitivo

La prossimità con un animale domestico può facilitare l’acquisizione del linguaggio e migliorare le competenze verbali nei bambini. I bimbi infatti non si limitano a giocare con gli animali, gli parlano e spesso leggono perfino insieme a loro. “Dialogare” con un animale aiuta anche i bambini a combattere la balbuzie.

4. Riduzione dello stress

Gli animali offrono un sostegno emotivo impareggiabile e sono in grado di attenuare le emozioni negative. Nel corso di un’indagine nella quale è stato chiesto ai bambini a chi si rivolgerebbero in caso di difficoltà, la maggior parte di loro ha menzionato il proprio animale. Gli animali domestici possono infatti farci sentire un appoggio incondizionato, mentre le altre persone potrebbero invece giudicare e criticare.

5. Comprendere il ciclo della vita

Spiegare ai propri figli i concetti di nascita e morte può essere difficile per un genitore, familiarizzare con tali meccanismi può essere più semplice, per entrambe le parti, tramite la vita degli animali. La morte di un animale domestico è evidentemente un momento di grande dolore, ma può anche essere un’importante esperienza di apprendimento. “Il modo in cui i loro genitori gestiscono il lutto insegnerà al bambino ad affrontare la morte”, scrivono Endenburg e Baarda. L’altra faccia della medaglia è la nascita, e la riproduzione degli animali può essere un buono spunto per iniziare una discussione sul sesso.

 Il giusto approccio:

Il bambino ama istintivamente il cane e per questo sogna di poter dividere la propria vita con il "migliore amico" dell’uomo: e se le cose cambiano, può essere la conseguenza di un trauma o di un atteggiamento errato instaurato da parte dei genitori. rhodesian ridgeback-bambiniCi sono ancora genitori che tendono a riversare sui figli le proprie paure, le proprie fobie, non capendo invece che il loro atteggiamento positivo è importante ai fini del corretto sviluppo del bambino.

Un bambino che teme i cani non avrà un buon rapporto con la natura e questo disturberà il suo carattere; per questo è fondamentale capire che un approccio sbagliato che parte dal genitore, nei confronti dell’animale, andrà senza dubbio ad influire negativamente sulla visione del bambino, che imiterà di conseguenza l’atteggiamento dell’adulto.

Quindi, se esiste una reale paura o aggressività verso i cani, il motivo va sempre ricercato in un errore educativo dei genitori, sia esso dipenda da un’esperienza traumatica o sia dipenda da un’innata diffidenza nei loro confronti. E’ comprensibile che la paura possa avere una motivazione personale, come una brutta esperienza precedente, ma è essenziale spiegare al piccolo che non è assoluta. Basta educare se stessi ed il bambino ad una corretta convivenza con il quattro zampe.

A tal proposito sarebbe interessante vedere l’argomento sotto due aspetti diversi, quello puramente etologico e quello invece più vicino a noi.

Partendo dal primo, è giusto dire che tutto dipende dal modo in cui il cane vede il bambino. Sicuramente la reazione di un cane di famiglia o che è stato ben improntato alla convivenza con i bambini sarà assai diversa da quella di un cane estraneo o randagio, che non considera il bimbo membro del suo branco e che non sarà legato da alcun rapporto di affetto o di amicizia.

Diciamo poi che il cane è in grado di riconoscere nel bambino un essere umanorhodesian ridgeback, e quindi un conspecifico, solo quando si tratta di bambini dai 9-10 anni in su…..a meno che non sia stato socializzato anche con quest’ultimi.

Finchè il cane è cucciolo vedrà il bimbo come un altro cucciolo e quindi non sussisterà alcun problema, saranno "fratelli" di gioco. Al contrario, se il cane sarà adulto molto dipende dal sesso: se il cane è maschio percepirà il bambino come un cucciolo – figlio, proprio perché i maschi adulti sono portati a credere che tutti i cuccioli siano figli loro (sempre se l’imprinting ha compreso anche i bambini).

Se invece il cane è femmina potrà individuare nel bambino il cucciolo di un’altra femmina, se la padrona viene vista come membro alfa, come capobranco. Se infatti la padrona viene vista come superiore gerarchica la cagna non si sentirà autorizzata a prender parte nei confronti dei cuccioli altrui; se invece la padrone viene vista come inferiore gerarchica nel branco potrebbe diventare anche aggressiva verso i cuccioli estranei.

E ipotesi mai ancora analizzata, se il cane non ha avuto alcun imprinting sul bambino potrà vederlo come oggetto misterioso, un oggetto che verrà valutato a seconda del suo comportamento.

Dopo aver chiarito questo concetto, diventa evidente l’importanza di una buona socializzazione di qualsiasi cane nei rapporti con i bambini e di una buona educazione di quest’ultimi, che devono imparare a rapportarsi in maniera corretta con i cani.

Passando al secondo aspetto, quello più vicino a noi, è importante educare principalmente il genitore nel giusto rapporto tra cane e bambino, affinchè si trovi il perfetto equilibrio.

E’ di vitale importanza sapere che non bisogna mai gridare e né fare gesti bruschi se il bambino accenna spontaneamente a voler andare verso un cane sconosciuto: questo atteggiamento potrebbe infatti spaventare sia il bambino che l’animale inducendo quest’ultimo a credere che il bimbo sia un pericolo per lui.

Mai riferirsi al bambino con frasi del tipo non lo toccare che ti morde….non lo toccare che ha le pulci… perché oltre a non essere vere (il cane non morde mai senza preavviso e la pulce, finchè c’è il cane nelle vicinanze, preferisce stare su di esso perché il sangue dell’uomo è meno appetibile) aumenterebbero la paura del bambino verso il cane, inibendolo.

Insegnare al bambino a non correre e strillare in presenza di un cane sconosciuto, spiegandogli che così stimolerebbe nell’animale l’autodifesa e l’istinto alla predazione.

Spiegare il modo corretto di come avvicinarsi ad un cane, gradualmente, lentamente, chiamandolo, porgendo una mano verso di lui e tutte le relative motivazioni di questi gesti.

Mai raccontare favole che abbiano come protagonista “il lupo nero o il lupo cattivo” ma anzi, ribadire che il lupo cattivo è un personaggio puramente fantastico e che non mangia nessuno.

Fargli vedere documentari, film e videocassette che ritraggano il cane come personaggio positivorhodesian ridgeback bimbi, far giocare il bimbo con animali di peluche. E’ essenziale istruire il bambino sui relativi segnali di preavviso di aggressività, come pelo ritto, ringhio, orecchie indietro e convincerlo che quello è il suo modo per dire che vuole essere lasciato in pace e che quindi va rispettato.

Non costringere mai il bambino ad avvicinarsi ad un cane se lui non lo vuole ma al contrario, fare il primo passo e dare il buon esempio, carezzando l’animale in tutta tranquillità, dimostrandogli così che non vi è alcun pericolo.

Se si conoscono i motivi di un precedente shock bisogna spiegarli e renderli comprensibili agli occhi del bambino perché se lui si convincerà da solo, o per sentito dire dagli adulti, che tutti i cani sono pericolosi o pazzi allora i suoi timori saranno giustificati; se invece riuscirà a capire che il cane ha reagito per colpa di un suo errore, come ad esempio l’aver messo la mano nella ciotola, allora il bambino farà tesoro dell’esperienza e capirà che non c’è nulla di pericoloso o disumano.

 Se gran parte dei genitori potesse far tesoro di questi piccoli e pratici consigli ci sarebbero molti più bambini felici al mondo.

A dispetto di tutto e cambiando completamente direzione, troviamo chi invece vorrebbe che il cane diventasse un vero e proprio baby-sitter per il suo cucciolo a due zampe. Riguardo alla possibilità che il cane in qualche modo venga visto come sostituto di un adulto, c’è molto da dire: pensare infatti che al cane possa essere delegata tutta la funzione di socializzazione del bambino e pensare che il cane possa svolgere il ruolo di coperta calda nei momenti in cui il bimbo ha bisogno è davvero assurdo e sarebbe del resto un errore madornale. Come abbiamo visto sopra, il cane può fare tante cose ma non questo, non può, non deve.

 Grazie di averci fatto visita....

                                Romina e Riccardo (R.R)